Ho sognato tre persone.

Ho sognato tre persone che nella realtà non esistono, o forse si.
Il comandante Patrick Trudot dell’esercito francese, che col suo IPhone 6S Plus informa la moglie a Nizza che l’attacco preventivo in Siria è andato come da copione, tutto liscio come l’olio, e che quei “bastardi musulmani” perderanno questa guerra; Emilio, giovane agguerrito di destra, residente a Mariano Comense, figlio di un’antica nostalgia a lui estranea, che col suo nuovo smart-phone, regalato dal ricco zio di Predappio, vomita su un social network qualunque il suo insensato odio contro i profughi di guerra che, a suo modo di vedere le cose, presto brulicheranno per le strade di tutta Italia come Unni; infine il giovane austriaco Hans, poliziotto di frontiera, costretto a respingere la speranza di chi fugge sul Brennero nonostante la donna che ami, e alla quale scrive ogni sera messaggi d’amore, sia figlia di un modesto commerciante di Aleppo.

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Lo stesso identico amore

Oggi mi sono sforzato di ricordare la prima volta che da ragazzino mi sono trovato a fare i conti con l’amore: il senso di vuoto nella cassa toracica, l’intestino che sembrava uscirmi dalla gola. Farfalle, libellule, cavallette ed altri animali simili che mi svolazzavano nello stomaco, e il cuore che batteva tanto forte…

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“Non sei solo”

Un signore sulla cinquantina mi passa affianco nei corridoi dell’Università Statale; vestiti vecchi e logori, volto temprato da anni di battaglie, zaino a tracolla con su scritto “ABIBAS” che gli sbatte sul fianco destro, gli occhi di un panda in uno zoo. Passa tra l’indifferenza e le risate di scherno degli studenti. Ma lui ha un sogno da quando era alto un metro e trenta: imparare le lingue e viaggiare.

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Il mondo è nostro

Vince chi si informa, chi non ha paura di scontrarsi col male della realtà, con le crude immagini che il passato e il presente dell’umanità ci offrono. E poi vince chi non dimentica da dove viene, cosa lo ha portato fin qui, in quale modo la storia ha fatto il suo corso e ha segnato il suo volto.

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L’ultimo giorno di guerra.

“Possa questo essere l’ultimo giorno di guerra.” Con queste parole, visibilmente rotte dall’emozione, il leader delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) Rodrigo Londono stringe la mano all’attuale presidente colombiano Juan Manuel Santos, alla presenza dei vertici dell’ONU, decretando così la fine di una delle guerre civili più longeve della storia dell’uomo.

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Senza frontiere nè confini.

Sono nato in una famiglia cattolica molto religiosa. Da piccolo ho fatto il chierichetto e poi tutta la solita trafila tra sacramenti, catechismo, eccetera eccetera. Dopodichè il liceo mi ha aperto gli occhi, il mondo me li ha chiusi e riaperti, ho cambiato idea su quasi tutto quello che fino ad allora avevo incontrato sul mio percorso e, inevitabilmente, ho cambiato idea su quello che per me poteva essere un dio.

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Ignoranza

Quando l’ex difensore legale belga di Salah Abdeslam, il tristemente celebre terrorista coinvolto negli attacchi di Parigi del Novembre scorso, gli ha chiesto se conoscesse bene il Corano, lui ha risposto che ha letto solo dei riassunti su Internet. Ecco appunto, una cosa che magari nessuno si aspettava ma che in fondo, data la vera bellezza del Corano, era più che prevedibile. D’altronde è l’ignoranza il vero male da combattere, lo è sempre stato. Dai tempi della Santa Inquisizione, che perseguiva i pionieri della scienza senza mai aver osservato le stelle, agli anni dei regimi comunisti in Indocina, che hanno storpiato ogni concetto della dottrina di Marx, fino ad arrivare ai gruppi pseudo politici ultra estremisti nazifascisti che non sanno cosa sia la cultura di destra, non hanno mai letto nulla di Giovanni Gentile, non sanno chi fosse Dreyfus, peró oh, “se ci fosse ancora il Duce…”

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Bangherang…

12 agosto 2014. Oggi non è solo un giorno molto triste per l’umanità intera. Oggi ci rendiamo conto che il mondo è da tempo ormai un luogo senza speranza, per lo meno da quando l’uomo che ha diffuso cosí tanta gioia nel mondo da non tenerne più neanche una briciola per se stesso, ha cominciato ad arrendersi alla vita.

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Mattia Rigodanza | Privacy